Locride Ambiente SpA, alla luce di quanto avvenuto in queste ultime settimane, in relazione alla grave emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus, e alle conseguenti dinamiche che hanno caratterizzato i rapporti sindacali con la sigla autonoma Slai-Cobas, reputa necessario e indifferibile chiarire alcune situazioni e ritiene moralmente giusto ribadire non solo la sempre rivendicata linearità di condotta, ma la sensibilità dei suoi dirigenti circa i pericoli e le difficoltà che l’attuale situazione induce a considerare e a prevenire.

Pertanto, le affermazioni di Slai Cobas e le accuse che lo stesso sindacato ha rivolto a questa società, nel proclamare nelle settimane scorse lo stato di agitazione e indire una giornata di sciopero, poi revocata, per il prossimo 25 marzo, non solo sono infondate, ma odorano di pretesto.

Non è facile, si chiarisce, vivere una polemica in un momento cosi delicato, ma proprio in considerazione della essenzialità dei servizi resi da Locride Ambiente SpA e dell’attenzione che la stessa rivolge ai suoi dipendenti, le motivazioni addotte da Slai-Cobas per la proclamazione dello sciopero che, si ribadisce, non ci sarà, sono diffamanti.

Pertanto, è scrupolo di Locride Ambiente S.p.A. ripercorrere le tappe di un percorso che ha visto questa società pronta a dare riscontro, in sede istituzionale e in fase di confronto epistolare con Slai-Cobas, alle richieste formulate e alle domande poste.

Tutto parte dalla data di proclamazione dello stato di agitazione che Slai Cobas annuncia, informando Locride Ambiente Spa e le Autorità preposte, in primis Prefettura di Reggio Calabria e Azienda Ospedaliera Provinciale, delle sue determinazioni, generate dall’inosservanza delle norme igienico-sanitarie, inosservanza che sarebbe aggravata dalla situazione di pericolo in atto, provocata dal Coronavirus.

Già nel mese di febbraio Slai-Cobas aveva lanciato segnali belligeranti, con comunicazioni che erano chiari prodromi di un nuovo, per Locride Ambiente inaccettabile, braccio di ferro. Si chiarisce che l’attività di comunicazione riguardava non solo Locride Ambiente, ma anche altre aziende operanti nello stesso settore nell’area metropolitana reggina.

Infatti, in data 25 febbraio, Slai Cobas in una missiva alla Prefettura e all’Asp di Reggio, nell’asserire inadempienze da parte delle aziende, chiedeva che venisse sollecitato un intervento dei sindaci e chiedeva che le aziende si attivassero per rendere agevole il lavoro degli addetti alla raccolta dei rifiuti.

Fermo restando che Locride Ambiente S.p.A. era nella piena regolarità, avendo preventivamente osservato tutte le disposizioni di legge, si richiama, prima di illustrare l’operato della Società, l’intervento ufficiale della Commissione di Garanzia delle Leggi sull’Attuazione dello Sciopero per Servizi Pubblici Essenziali. L’organismo di controllo si appellava al senso di responsabilità dei sindacati, affinché evitassero lo sciopero. Nel contempo invitava le aziende ad operare nella pienezza della regolarità e i comuni di mettere le società nelle condizioni di lavorare , dotandole di risorse economiche.

Peraltro, è opportuno chiarire che la Prefettura di Reggio Calabria con nota ufficiale aveva ricordato che, vista la situazione emergenziale, ogni sciopero era sospeso.

In ogni caso, succede che in data 5 marzo 2020 Slai-Cobas proclama lo stato di agitazione, annunciando lo sciopero per il 25 marzo 2020, motivando la decisione con la “mancata adozione da parte delle società, nonostante le precise e reiterate denunce, di tutte le necessarie misure igieniche, finalizzate a fronteggiare l’emergenza sanitaria nazionale e alla messa in sicurezza dei lavoratori”, i quali, senza queste misure, non possono ottemperare alle prescrizioni.

Su Locride Ambiente SpA Slai-Cobas dichiara che i lavoratori sono costretti a lavorare senza guanti e senza mascherine. In aggiunta afferma che lo stato di agitazione nasce anche in ragione del mancato riscontro alle richieste formalizzate con la già citata comunicazione del 25 febbraio.

L’asserito mancato riscontro è un pretesto, perche Locride Ambiente SpA risponde alle comunicazioni, sebbene con Slai-Cobas ogni confronto diventi, spesso, un inutile esercizio dialettico. Tuttavia Locride Ambiente le sue osservazioni le ha fatte e nelle sedi e nei modi giusti.

A parte questo, è utile ricordare che le Organizzazioni Sindacali e alle Associazioni Professionali erano state sensibilizzate sulla necessità di non astenersi dal lavoro, ma Slai-Cobas ha pensato di ignorare tale invito, sollevando contestazioni del tutto infondate.

Tanto che si arriva al 14 marzo e il sindacato proclama lo sciopero per il 25 marzo. Tre giorni dopo, quindi il 17 marzo 2020, Locride Ambiente con una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Prefettura di Reggio Calabria, All’Asp di Reggio Calabria e alla Commissione di Garanzia, relazione su ciò che è stato già fatto, a conferma che Slai-Cobas ha riferito gravissime inesattezze.

Premettendo che la Società sta facendo ogni cosa per rispettare i contenuti del DPCM dell’8 marzo 2020, si dichiara formalmente che:

  1. Si provvede alla sanificazione e igienizzazione dei locali aziendali presso la sede operativa (spogliatoi, e uffici) e degli automezzi.
  2. In ogni sede di lavoro sono disponibili i detergenti
  3. Le comunicazioni quotidiane ai lavoratori sono tempestive, anche attraverso l’applicazione di whattsapp.
  4. Mascherine e guanti in lattice, con copertura sopra il polso, sono stati regolarmente consegnati.

Quanto all’utilizzo di tute monouso, come richiesto da Slai-Cobas, la Società ha chiarito che gli indumenti in dotazione sono altamente sicuri e tutelano gli operatori che gli stessi indumenti garantiscono, in fase di lavoro, la visibilità anche notturna degli operatori, motivo per il quale coprire quelle tute con altre monouso sarebbe un errore e recherebbe nocumento agli addetti alla raccolta.

In queste ore è arrivata la comunicazione che Slai Cobas ha revocato lo sciopero. Il sindacato ha cercato di motivare la sua marcia indietro, avendo preso atto dell’appello che la Commissione di Garanzia ha rivolto alle organizzazione sindacali, ma anche alle Aziende che operano nella raccolta dei rifiuti e ai Comuni. Un atto di ossequio all’Autorità che Locride Ambiente SpA ovviamente apprezza, ma le accuse alla Società Slai-Cobas le può solo ritirare. Perché semplicemente diffamatorie.